sabato 16 giugno 2018

Proposte per il futuro



La rivista U!Magazine dedica buona parte del suo quarto numero alle proposte per un rinnovamento radicale della politica. Tra le quali, la nostra.
Invitato a parlare del progetto di Democrazia Davvero, Marcello Toninelli ha scritto un lungo articolo, di cui riportiamo qui la parte iniziale:

Al momento di scegliere una nuova forma di governo dopo che le rivoluzioni americana e francese avevano spazzato via il precedente sistema feudale, di una cosa erano certi proprietari terrieri, commercianti e notabili che si apprestavano a prendere le redini del potere strappato a monarchi e aristocratici: occorreva impedire l'instaurarsi di qualsiasi forma di democrazia. 
Lo testimoniano le parole dei “padri fondatori”.
La democrazia è il più odioso, il più sovversivo e, per il popolo stesso, il più nocivo dei sistemi politici.” (Antoine Barnave)
Considerate che una democrazia non dura mai a lungo. Essa non tarda ad appassire, s’esaurisce e causa la sua propria morte. Non c’è ancora mai stata una democrazia che non si sia suicidata.” (John Adams)
La Francia non è e non deve essere una democrazia. (…) Il popolo, lo ripeto, in un paese che non è una democrazia (e la Francia non saprebbe esserlo), il popolo non può parlare, non può agire che per mezzo dei suoi rappresentanti.”( Emmanuel Joseph Sieyès)
Esiste una specie di aristocrazia naturale fondata sul talento e la virtù.” (Thomas Jefferson) 
Dunque, non si poteva né doveva prendere in considerazione alcuna forma di governo assembleare, e nemmeno gli altri strumenti ereditati dalla democrazia ateniese che pure avevano dato buona prova in passato a Firenze e in altri Comuni italiani come nelle città spagnole della Corona d'Aragona: estrazione a sorte dei rappresentanti e temporaneità, rotazione e non ripetibilità degli incarichi.Consapevoli dell'importanza della posta in palio, i nuovi detentori del potere non cedettero di un passo:il sistema di governo oligarchico basato sulla rappresentanza e le elezioni era quello che rispondeva in modo perfetto alle esigenze della trionfante borghesia affaristica. Beffardamente, permetteva di controllare il popolo nel momento in cui ne proclamava la sovranità.
Benjamin Constant riconosceva candidamente che in questo modo: “la sovranità è rappresentata, e questo significa che l’individuo è sovrano solo in apparenza; e se a scadenze fisse, ma rare, (...) esercita questa sovranità, è solo per abdicarvi”. Gli facevano eco Alexis de Tocqueville (“In un sistema del genere i cittadini escono per un momento dalla dipendenza, per designare i loro padroni, e poi vi rientrano.”) eJean-Jacques Rousseau (“Il popolo inglese pensa di essere libero, ma si sbaglia ampiamente, non lo è che durante l’elezione dei membri del Parlamento; appena sono eletti, lui torna schiavo, non è niente.”).
Solo in un secondo momento a questo sistema di governo “dei pochi”, nato per impedirequalsiasi forma di democrazia, si cominciò ad associare l'aggettivo “democratico”, complice il citato Tocqueville, autore de “La democrazia in America”. In effetti almeno un paio di elementi di reale democrazia erano (e sono ancora oggi) presenti negli USA. I più importanti sono i town meetinge le giurie popolari nei tribunali, istituzioni che ben conosce chi haseguìto serialtelevisivi di successo come “Una mamma per amica”o “Law and order”.Resta il fatto che anche negli Stati Uniti il sistema di governo principale è quello prettamente oligarchico scelto a suo tempo dalla borghesiain antitesia possibili governi democratici, e non basta qualche modesto elemento di democrazia (quale può essere in Italia l'istituto del referendum abrogativo) a cambiarne la natura: è come mettere un solitario porcino in una grande padellata di funghi non commestibili; anche se nell'aria ci sarà un vago sentore di porcini, dopo mangiato si dovrà comunque correre in bagno o all'ospedale per una lavanda gastrica.
Dalla reale natura dei governi occidentali (ma non sono stati e non sono meno oligarchici i governi “comunisti”, dall'Unione Sovietica alla Repubblica Popolare Cinese) nascono i problemi dell'attuale politica...

Potete leggere il seguito, insieme agli altri interventi, sulla rivista (acquistabile qui). Naturalmente, per chi ha letto il nostro saggio o segue abitualmente questo blog, non c'è niente di nuovo. Per tutti gli altri può rappresentare un interessante "assaggio" per cominciare a riflettere sull'attuale situazione politica e sulle vie d'uscita, pacifiche quanto rivoluzionarie, che il nostro progetto propone. 


Il libro è in vendita in formato ebook sulle principali librerie online, e in versione cartacea su Amazon... che però ogni tanto lo segnala esaurito anche se ancora disponibile. In quel caso inviate un'email a: democraziadavvero@tiscali.it e ve lo invieremo direttamente.

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